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"don Tommaso Leccisotti"

 Fiorentino

 

Scheda Federico II
Fiorentino
Andare a Fiorentino
Dragonara
Andare a Dragonara

 

 

I resti dell'antico abitato di Fiorentino si trovano in agro di Torremaggiore (FG), a 9 km a sud di questa Città, sull'estremo versante ovest di una collina detta dello Sterparone (sperone interfluviale delimitato a nord dal Canale della Bufala e a sud da un piccolo corso d'acqua il Canaletto). Fiorentino venne edificata “ex nihilo” tra il 1018 e il 1023 dal catapano bizantino Basilio Boiohannes, insieme a Dragonara,Troia, Civitate, Tertiveri, Devia, Montecorvino, ecc..  La città fu inserita nel sistema strategico - difensivo della frontiera settentrionale della Puglia, allo scopo di fronteggiare gli attacchi dei nemici dell’impero di Bisanzio; dagli albori dell'XI secolo gli imperatori bizantini tentarono di consolidare i loro possedimenti in Italia meridionale continuamente minacciati dai Longobardi del ducato di Benevento e dai tedeschi che la volevano annettere all'impero di Germania. Per attuare tale piano, i Catapani inviati da Bisanzio si lanciano alla conquista della Daunia, al fine di spostare i malsicuri confini del Thema di Longobardia (suddivisione amministrativa dell'epoca), segnati dal fiume Ofanto, verso quelli meglio difendibili delimitati dal corso del Fortore. Nascono così, tra il 1018 ed il 1040, grazie alla febbrile attività edificatoria dei Catapani Basilio Bojohannes e dell’omonimo suo figlio, numerose città-piazzeforti con il compito di munire la nuova frontiera di efficaci baluardi contro incursioni e razzie, ripopolando il Tavoliere, allora semideserto. Questi centri neoformati, quali Fiorentino, Troia, Dragonara, Civitate, Montecorvino, Tertiveri e Devia, furono da sùbito elevati a sedi vescovili, ad eccezione di Devia. Le città fondate dai due Catapani con lo scopo di difendere la nuova frontiera dalle sortite longobarde, in realtà avrebbero poi dovuto servire a fronteggiare razziatori d'altra provenienza: i Normanni, assoldati dai Longobardi. Nel tardo Medioevo questi siti sono stati abbandonati (tranne Troia), andando a costituire così un interessante patrimonio archeologico.

Fiorentino nella Capitanata

Cronologia

Fiorentino fu baluardo dei Bizantini nell'XI secolo. In città il potere era esercitato da un trumarca imperiale; cosi infatti, si definiva un certo Landone in due documenti del 1044 e del 1046. Conquistata dai normanni, Fiorentino divenne contea. Nel XI secolo la città fu demaniale, l’autorità era rappresentata sul posto da un baiuolo e da un contestabile. Qui si spense Federico II di Svevia il 13 Dicembre del 1250, e, dopo la sua morte, Fiorentino venne concessa in feudo a diverse case signorili fino a divenire patrimonio secolare dei de Sangro, Duchi di Torremaggiore e Principi di San Severo. Fu Alfonso d’Aragona, re di Napoli, a concedere il feudo di Fiorentino a Paolo de Sangro nel 1442. Distrutta la città nel 1255 durante le aspre lotte tra il papato e la Casa Sveva, gli abitanti superstiti si rifugiarono in maggioranza a Torremaggiore. Lo spopolamento dei profughi non fu  totale né immediato, ma ciò non toglie che esso fin dall’inizio fosse accentuato ed evidente, tanto che, al contrario di Civitate, Fiorentino non compare affatto nella tassazione focotica del 1328, contea Normanna nell'XI, secolo, con gli Svevi, entrò a far parte del demanio, mentre gli Angioini la diedero in feudo.

I ruderi

I ruderi di Fiorentino erano leggibili e misurabili ancora nel secolo scorso, quando il Fraccacreta li studiò. Le case dovevano affollarsi le une accanto alle altre, fino a schiacciarsi contro le mura di cinta, ma avevano dimensioni maggiori di quelle finora supposte, come hanno acclarato gli scavi archeologici recentemente eseguiti. Costruzioni artisticamente di rilievo e di dimensioni imponenti erano la cattedrale ed il palazzo di Federico II.

La strada principale era detta "magna platea" ad essa doveva corrispondere almeno un'altra strada di minore larghezza, forse parallela, come la "platea vicinalis". Le rimanenti vie erano strettissime e dovevano formare un dedalo e si riversavano nella strada principale.

In epoca normanna la città conobbe un'apprezzabile espansione urbanistica con la nascita di un sobborgo, il "Carunculum", situato ad est dell'abitato, che in definitiva era l'unico versante in cui si poteva edificare. In questo periodo tutti gli spazi liberi (i casalina) vengono invasi dalle abitazioni che non risparmiano nemmeno il vallo che circondava il castello. Solo la luce che proveniva dalle strade illuminava i vari ambienti delle case, non essendovi cortili né giardini interni.

Domus

I Normanni eressero, sull’estremità più alta della collina, un piccolo castello, che successivamente Federico II fece trasformare nel suo "Palatium". Esso divenne uno dei "loca Sollaciorum" (luoghi di svago), dove trascorrere il tempo dedicato alla caccia e al riposo. La domus (collocata nel lato ovest della collina) con l'ingresso principale che volge a sud, presenta una forma di rettangolo imperfetto della lunghezza di 29 metri e della larghezza di 17 metri, diviso in due grandi ambienti, con muri rivestiti da belle pietre squadrate ed un pavimento in "opus spicatum" (spina di pesce) di terracotta, con due camini. Inoltre, sono stati trovati all'interno frammenti vitrei policromi, frammenti di capitelli e colonnine forse appartenute a finestre, monete di epoca federiciana.

Probabilmente il palazzo aveva uno o due piani superiori, ciò è ipotizzabile dal grosso spessore delle pareti. Il palazzo era delimitato da un largo fossato.  

Nelle abitazioni di Fiorentino sono state trovate, oltre a ceramiche, vetri e colonne, molte fosse granarie o cisterne.

Cattedrale

A sud della strada principale nella zona urbana si trova la Cattedrale, una chiesa ad una sola navata, intitolata al santo patrono del popolo longobardo, l'Arcangelo Michele; infatti, la popolazione di Fiorentino e delle altre città piazzeforti era composta prevalentemente da famiglie di origine longobarda, le uniche reclutabili in zona dai Bizantini per popolarle. In Fiorentino vi erano ben dodici chiese. La cattedrale intitolata a San Michele Arcangelo, oggetto di una recente indagine da parte della Sovrintendenza  ai beni A.A.S.S. della Puglia, dominava nel settore sud - occidentale della città, con facciata rivolta alla magna platea. Si trattava di un aula absidata coperta a tetto, attribuibile all’XI secolo; nel corso del Duecento fu modificata, con l’aggiunta di un portico - campanile di un impianto gotico, addossato alla facciata. E’ plausibile che da esse provengano in buona parte le sculture medievali riusate come arredo urbano nelle chiese ed abitazioni di Torremaggiore.

Gli scavi archeologici (1982-1992), condotti dall'Università di Bari e dall'Ecole française di Roma, diretti dai francesi Françoise Piponnier e Patrice Beck e coordinati dalla professoressa Maria Stella Calò Mariani, hanno evidenziato elementi che fanno pensare a Fiorentino come una sede importante, una vera e propria cittadella con una cattedrale, una zona urbana e, nella parte ovest, il "Palatium" dell’Imperatore.

  rovine della Cattedrale  (fine Ottocento).


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