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Torremaggiore


 

Gastonomia Economia Storia Locale Accade a Torremaggiore

     

Il territorio di Torremaggiore abbraccia il corso medio del fiume Fortore fino al contado di Lucera, delimitato ad ovest dai primi contrafforti del Sub-Appennino Dauno, mentre ad est la vista spazia verso lo sperone del Gargano. La particolare salubrità del clima e la fecondità dei campi permettono uno sfruttamento agricolo intensivo. Della superficie totale di Ha 20.854 ben il 95% è utilizzato in agricoltura (seminativo, vigneto, oliveto, ortaggi).

L’intenso sfruttamento del terreno ha modificato l’aspetto originario del territorio; un tempo era prevalentemente boscoso e solcato dagli antichi tratturi percorsi da tempi immemorabili dagli armenti dei pastori abruzzesi , che per sfuggire ai rigori dell’inverno montano discendevano verso il Tavoliere (Transumanza).

L’agricoltura rappresenta tuttora il settore produttivo trainante della nostra economia.

AGRICOLTURA

Le trasformazioni dell’agricoltura nel nostro territorio sono state profonde e intense. Tuttavia anche se in termini di produzione vendibile il nostro paese si attesta tra quelli più produttivi, specie per le produzioni mediterranee, non altrettanto possiamo dire in termini di valore aggiunto. Il processo di meccanizzazione è stato particolarmente intenso. Negli ultimi decenni è stata modificata profondamente la struttura produttiva, manifestatasi  con la scomparsa  di alcune tipologie aziendali (podere a mezzadria), e la trasformazione di altre, con la diffusione dell’agricoltura a tempo parziale (part-time) . Le aziende a conduzione diretta invece, si sono diversificate da un lato in aziende familiari con le caratteristiche di moderne imprese agricole, e dall’altro in aziende sempre più marginali (condotte da anziani) con scarse capacità di fornire livelli occupazionali e soprattutto redditi adeguati.

 Attualmente la superficie territoriale dell’agro di Torremaggiore è di oltre 20.100 ettari Il 99% della superficie totale è utilizzata per fini agricoli, mentre le aziende agricole operanti sono 2.619 unità. Da questo quadro strutturale, ne deriva un territorio fortemente produttivo, difficilmente riscontrabile in altre cittadine della provincia.

 - Viticoltura

La coltura della vite vanta nel nostro paese una tradizione ormai ultrasecolare e il comparto vitivinicolo rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia regionale e locale, non solo per la presenza massiccia dei vigneti, quanto per la grande varietà e qualità delle produzioni che trovano nel nostro ambiente le condizioni pedoclimatiche ottimali.

La superficie destinata a vigneto nel nostro agro, ha superato negli ultimi anni i 3500 ettari. La produzione oscilla intorno a 850.000-1.000.000 quintali di uva , da cui si ricavano complessivamente 650.000 ettolitri circa tra vino da tavola, I.G.T. ( indicazione geografica tipica ) e a D.O.C. (denominazione di origine controllata) .

L’agro del Comune di Torremaggiore ricade nella zona di produzione del vino D.O.C. “San Severo”, 1° tra quelli pugliesi e il 26° tra quelli nazionali ad ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, riservata ai vitigni ad uve bianche e ad uve nere che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione (G.U. n° 138 del 1968).

Tra le varietà più coltivate vanno ricordate: “Trebbiano Toscano”, “Malvasia del Chianti”, “Bombino bianco”, “Montepulciano” e il “Sangiovese”.

 - Olivicoltura

L’olivicoltura  costituisce uno degli elementi che più caratterizza il nostro territorio.La superficie investita ad oliveto nel nostro agro, è di circa 3.500 ettari con una produzione annua di 25.000 - 35.000 ettolitri di olio.

Le varietà di olivo più diffuse sono la “Peranzana” e la Rotondella”, e in minima parte la “Coratina” e la “Marinese, mentre tra le varietà da tavola troviamo la “Bella della Daunia” e la “Santa Caterina”. La varietà “Peranzana” è conosciuta anche con il nome di “Provenzale” ( la storia narra che sia stata introdotta nel nostro territorio dai Duchi De Sangro), si ritiene ormai una varietà autoctona,in quanto le particolari condizioni pedoclimatiche, rendono il frutto e l’olio che ne deriva, esclusivi con delle caratteristiche organolettiche e merceologiche eccellenti.

 

Torremaggiore rientra nell’itinerario Garganico Provenzale della Strada dell’Olio Extra Vergine di Oliva a D.O.P. Dauno (Reg.CE 2325 del 24/11/97). Dalle nostre pregiate varietà – Peranzana, Coratina e Ogliarola- si ottiene un olio dal colore verde con riflessi dorati. Il suo profumo varia dal fruttato leggero al fruttato netto di oliva con evidenti note di erbaceo - floreale. Il sapore, che va dal fragrante al dolce con equilibrate note di amaro e piccante. L’olio extra vergine di oliva della Daunia, per fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta, deve rispettare i parametri fissati dal disciplinare di produzione: le olive, raccolte al giusto grado di maturazione e dopo un’accurata selezione, vengono molite per ottenere un olio che è sottoposto ad un’attenta e rigorosa valutazione chimico-fisica e organolettica.

- Colture erbacee

La produzione e il mercato del grano, da sempre costituiscono per i Dauni e per l’agricoltura locale, un’attività fondamentale. Nel nostro agro, la superficie investita a seminativo è pari a circa 8.000 ettari. La produzione annuale oscilla tra i 200 - 240.000 quintali, le varietà coltivate sono numerose: “Ofanto”, “Simeto”, “Daunia”, “Fortore” ed altri. La qualità dei nostri frumenti è in assoluto una delle migliori, grazie anche ad un programma di ottimizzazione della coltura. Il grano ottenuto purtroppo non viene sfruttato in loco poiché non esistono mulini o pastifici. Il nostro prodotto viene assorbito , oltre che dalle cooperative agricole, da grossisti locali che lo commercializzano per i mulini regionali o quelli del nord-Italia e diventa base della produzione dell’ottimo pane locale.

Tra le colture ortive, un ruolo preminente è occupato dal pomodoro da industria, che rappresenta attualmente uno dei più importanti comparti del settore agricolo locale. A livello locale, la coltura del pomodoro ha raggiunto negli ultimi anni una superficie pari  a ..3000 ettari..  ( valore sottostimato in quanto i nostri agricoltori praticano la coltura anche in altre province limitrofe, conducendo i terreni presi in affitto), per una produzione che, nelle annate favorevoli è stata pari  a 2 - 2,3 milioni di quintali.

 

INDUSTRIA E ARTIGIANATO

Torremaggiore non vanta una forte tradizione industriale, in quanto sono presenti solo alcune piccole aziende per la lavorazione del marmo, dei materiali argillosi, del legname e del ferro.

L’artigianato, un tempo nobile arte locale, presenta purtroppo un declino, in parte per l’impossibilità di tramandare di padre in figlio  le antiche tecniche del mestiere,  in parte per lo scarso sostentamento che queste piccole “botteghe” ricevono dagli enti pubblici.

Oltre alla lavorazione della ceramica, si realizzano composizioni in ferro battuto, marmi artistici, vetreria, legno, cuoio e vetro.

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